sabato 9 marzo 2013

L’ultima di Equitalia: alza del 15% i tassi sulle cartelle pagate in ritardo

Equitalia ha aumentato di ben il 15 per cento i tassi d’interesse per le cartelle pagate i ritardo. Una decisione della quale il senatore della Lega Nord Trentino Sergio Divina chiede spiegazioni al governo Monti.
«Uno dei motivi per cui gli italiani odiano Equitalia e più in generale un fisco da rapina è il fatto che gli uomini di Attilio Befera paiono avere perso ogni contatto residuo con la realtà - attacca Divina -. Altrimenti non si riuscirebbe a giustificare il fatto che, in piena crisi economica e con i tassi d’interesse della Banca Centrale Europea da tempo fermi allo 0,75% (per altro confermati da Draghi giusto giovedì), Equitalia abbia deciso di aumentare di botta secca di ben il 15% il tasso d’interesse sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo, portandolo dal 4,5504% al 5,2233%».
Così, mentre imprenditori e contribuenti annaspano nella crisi...
 e nella mancanza di liquidità, Befera ed Equitalia hanno deciso il consistente ritocco sugli interessi di mora, quando, sottolinea il senatore trentino, «sarebbe stato opportuno agire in senso diametralmente opposto, portandolo vicino (se non eguagliandolo) al tasso di sconto praticato dalla Bce, soprattutto in un contesto drammatico come l’attuale per l’economia nazionale. Equitalia e Befera devono curare la riscossione, mica fare i banchieri, peraltro con aggi di riscossioni già molto ricchi - l’8 per cento - che andrebbero decisamente ridotti».
Azioni come queste, argomenta Divina, non fanno altro che fornire benzina ai facili incendiari della demagogia populista (non a caso, Grillo propone l’abrogazione tout court di Equitalia) e a favorire l’antipolitica. «È troppo - conclude - chiedere al governo dimissionario di battere un colpo e di riportare Equitalia e Befera sui binari della ragione, applicando tassi di mora più umani prima che sia troppo tardi?».

La Padania, 8 marzo 2013
Redazione