venerdì 14 giugno 2013

Nuovo record del debito pubblico nonostante l'aumento delle entrate. L'indipendenza unica strada per non morire!

Il debito delle Amministrazioni pubbliche ad aprile aumenta di 6,5 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo i 2.041,3 miliardi (contro i 2.034,725 di marzo). È quanto si legge nel supplemento al Bollettino statistico «Finanza pubblica» di Bankitalia. L’aumento riflette principalmente il fabbisogno della pubblica amministrazione parzialmente controbilanciato dalla diminuzione di 3,9 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro.
IL RISCHIO ITALIA - Ad ogni modo - rileva il bollettino - continua ad aumentare la quota dei titoli di Stato italiani in mani estere dopo i picchi negativi registrati fra il 2011 e il 2012. Nel solo mese di marzo la quota di debito pubblico detenuta dagli investitori esteri è salita di 16 miliardi a 725,3 miliardi, contro i 1.309,5 miliardi in mani italiane (+1,2 miliardi).
LE ENTRATE -
Migliora anche la dinamica delle entrate tributarie, che nei primi quattro mesi di quest’anno si sono attestate a quota 113,050 miliardi di euro, in aumento (+1,58%) rispetto allo stesso periodo del 2012. Soltanto nel mese di aprile le entrate contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 29,2 miliardi, in aumento del 3,9 per cento (1,1 miliardi) rispetto a quelle dello stesso mese del 2012 (28,1 miliardi).
IL FABBISOGNO - Mentre ad aprile il fabbisogno della pubblica amministrazione è stato di 10,71 miliardi euro, dato che porta il totale dei primi quattro mesi del 2013 a 46,6 miliardi, un valore superiore di 0,5 miliardi rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2012.

Questo dati riportati oggi, 14 giugno 2013, dal Corriere della Sera (http://www.corriere.it/economia/13_giugno_14/bankitalia-entrate-tributarie-conti_45dac4aa-d4d0-11e2-afc2-77c7bab72214.shtml) ci dicono chiaramente che, nonostante le entrate fiscali siano in aumento (dovute principalmente da un'eccessiva tassazione che sta strangolando imprese e famiglie italiane) il debito pubblico continua inesorabilmente ad aumentare raggiungendo il suo record storico! E' evidente che, di questo passo, ci stiamo avvicinando sempre di più all'irreversibile fallimento di questo paese. L'aumento delle tasse senza un riduzione delle uscite, non porta da nessuna parte. La pressione fiscale, già alle stelle, sta strangolando le famiglie (sempre in maggiore difficoltà) e le imprese italiane, costrette a chiudere o a trasferirsi all'estero per sopravvivere. Impossibile quindi pensare di alzare ulteriormente la pressione fiscale in un paese già oggi al collasso. Resta quindi una sola via, quella di rivedere le uscite e quindi la spesa pubblica attraverso una seria riforma in senso federale di questo stato. La mia impressione però è che un'italia federale nessuno dei partiti al governo la voglia veramente, e forse non la vogliono nemmeno gli italiani. Due scenari si profilano quindi all'orizzonte: il fallimento dello stato e della nostra economia o batterci per la nostra indipendenza, unica strada percorribile per salvarci prima che sia troppo tardi!