martedì 21 ottobre 2014

Libera professione del personale delle professioni sanitarie non mediche. Presentata proposta di Legge in Regione Lombardia


Libera professione non medica, Lega Nord presenta Legge in Consiglio Regionale.
Jari Colla e Fabio Rizzi: “Benefici per i professionisti sanitari e vantaggi per i pazienti”
E’ stato presentato oggi in Consiglio Regionale un Progetto di Legge della Lega Nord per autorizzare in Lombardia il personale delle professioni sanitarie non mediche a svolgere attività di libera professione. Primi firmatari del provvedimento sono il vice-capogruppo in Consiglio regionale del Carroccio, Jari Colla, e il Presidente della Commissione Sanità, Fabio Rizzi.
“La legge – spiega Colla - nasce dalla necessità di soddisfare una sempre crescente domanda di prestazioni assistenziali,  causata dall’allungamento della vita media e in alcuni casi dalla carenza di personale infermieristico e tecnico. La nostra proposta, volta a migliorare la risposta assistenziale ai bisogni dei lombardi, porta in primis maggiori tutele verso i cittadini in quanto obbliga gli operatori a essere provvisti di assicurazione sulla responsabilità civile e, a garanzia di maggior professionalità e aggiornamento professionale, a essere in regola con i corsi di formazione nel triennio precedente. Vi è inoltre l’aspetto relativo al beneficio per la collettività dovuto al contrasto dell’esercizio abusivo e dell’evasione fiscale, con l’emersione del “nero” e la possibilità  di detrazioni per le spese sostenute da parte dei cittadini. Infine comporta benefici anche per i professionisti sanitari non medici, consentendogli l’attività svolta al di fuori dell’orario di servizio, dando così il giusto riconoscimento e valorizzazione del ruolo e delle competenze di queste figure professionali.”
“Dobbiamo andare verso la piena regolamentazione di tutte le professioni sanitarie e non rimanere a metà del guado” afferma Fabio Rizzi, che prosegue: “Oggi poniamo un tassello...


 importante in un percorso virtuoso che si sposa perfettamente anche con l’operazione “Ambulatori Aperti”, con l’obiettivo di fornire al paziente e al cittadino un maggior numero di prestazioni assistenziali.  Dall’altro lato valorizziamo il ruolo e le competenze dei professionisti sanitari non medici, estendendo anche a queste figure la possibilità del c.d. “Intra-moenia”, ovvero la facoltà di esercitare l’attività libero-professionale anche nella struttura sanitaria in cui viene normalmente prestata la propria opera.”


Milano, 20 ottobre 2014