martedì 3 febbraio 2015

Lombardia: 2,2 milioni per 'Nasko' e 'Cresco'


Uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per garantire lo sviluppo, il consolidamento, il potenziamento e la messa a sistema delle misure di sostegno alla maternità 'Nasko' e 'Cresco' per il 2015. E' quanto prevede una delibera, approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Volontariato e Pari opportunità Maria Cristina Cantù.
NASKO - E' destinato alla donne residenti in Lombardia da almeno due anni, che rinuncino all'interruzione volontaria di gravidanza e che abbiano un Isee fino a 9.000 euro per nucleo familiare composto da più di una persona e fino a 15.000 euro per una donna sola gravida. Prevede un contributo massimo di 3.000 euro, erogato in base a un progetto personalizzato, per un massimo di 18 mesi, cosi suddiviso: 100 euro per i primi sei mesi antecedenti al parto; 200 euro per i dodici mesi post parto.
CRESCO - Questa Misura è rivolta alle madri con un figlio da 0 a 12 mesi, residenti in Lombardia da almeno due anni, con un Isee fino a 9.000 euro per nucleo familiare. Prevede un contributo mensile di 75 euro, fino a un massimo di 12 mesi, per un totale di 900 euro. Un ulteriore contributo di 75 euro è previsto per le beneficiarie che abbiano fatto la scelta dell'allattamento al seno.
PIENA TUTELA PER PERSONE FRAGILI - "Si tratta di un provvedimento che ha una logica fortemente


proattiva – ha spiegato l'assessore -, in cui l'intervento economico di sostegno si accompagna a progetti personalizzati di presa in carico per tutelare appieno le condizioni di bisogno delle persone fragili. Queste persone chiedono di essere supportate non soltanto con il contributo economico, ma con una serie di interventi di natura sociale e socio-sanitaria".
VALORIZZAZIONE CONULTORI E CAV - "Con la delibera varata oggi viene dunque avviato l'iter di una serie di interventi per una presa in carico mirata alle specifiche fragilità della maternità e paternità correlate a condizioni di bisogno socio-sanitario, quali, ad esempio, problemi di natura psichiatrica, l'abuso di sostanze lecite e illecite in termini di dipendenza, i parti plurigemellari, le gravi disabilità o anche il caso drammatico della morte del piccolo". "Prevediamo anche  una forte valorizzazione dei Consultori pubblici e privati accreditati, nella logica evolutiva dei Centri per la famiglia, e dei Centri di aiuto alla vita, che rappresentano un importante e qualificato punto di riferimento, di accompagnamento e tutela delle fragilità".